Sofianestesia's Blog

Alla ricerca della fine dell'arcobaleno…

Uno, dieci, venti Dorian Gray.

Pubblicato da sofianestesia su Dicembre 2, 2009

Proprio così. Venti sono i film che ho contato dal 1910 al 2009, ispirati all’immortale romanzo di Oscar Wilde. Alcuni sono del periodo muto, il primo sonoro è del 1945. L’ultimo in ordine di tempo è la loffa mollata da Oliver Parker quest’anno, con Ben Principe Caspian Barnes nel ruolo del divinamente bello (???) Dorian.

Le uniche due cose che mi sono piaciute sono: 1- alcune scene di sesso e 2- Colin Firth.

Potrei spezzare una lancia anche in favore del caro vecchio Ben Chaplin, ma nel ruolo di Basil non ha dato il meglio. Proprio no. Sorry, Ben.

Io penso che il fattore che più influisce nell’eventuale fallimento di un adattamento filmico de Il ritratto di Dorian Gray sia la scelta del protagonista. Pochi hanno azzeccato e se pure io facessi un film su Dorian, credo che avrei successo. Anche perché il mio protagonista non lo batte nessuno. Eh, eh, eh!

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Mah, io direi…..

Pubblicato da sofianestesia su Dicembre 1, 2009

….vaffanculo?

Ma sì, dai, è un po’ lo stato d’animo dei neoromantici attuali, quindi è il caso di prendersi un momento di relax per poterlo esprimere al meglio. Prendete un bel respiro e……

vaffanculo.

Anzi,

Vaffanculo.

Anzi no, meglio. Senza urlarlo ma scandendo bene ogni singola lettera e sillaba:

VAFFANCULO.

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Eternamente bello. Dannatamente palloso.

Pubblicato da sofianestesia su Novembre 27, 2009

La necessità di un fottuto laptop si fa sempre più sentire. Ne ho le palle abbastanza piene di continuare a dover uscire di casa e connettermi e poter scrivere su Sofia. E’ frustrante, oserei dire. Comunque…

Nelle sale è uscito proprio stasera un nuovo adattamento cinematografico de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Le critiche più autorevoli sono molto negative e anche io non sono troppo motivato nell’andare a vedere questa nuova versione, sapendo che io stesso posso girarla meglio e con attori e attrici come si deve (a parte Colin Firth che terrei in ogni modo).

Un consiglio? Procuratevi queste versioni cinematografiche dell’opera di Wilde: Il ritratto di Dorian Gray (1945) con Angela Lansbury e Il dio chiamato Dorian (1970) di Massimo Dallamano.

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LUCIA SARRAZIN – chapter four: the Now experience

Pubblicato da sofianestesia su Novembre 27, 2009

As of now, I discorvered there are actual women called Lucia Sarrazin. Out of five, I could reach three of them and they are all from France. They incarnate the perfect ideal of the Lucia I have in my mind; the character as I’ve conceived her, shifts shape from one tale to another, so in real life we have a brunette and brown eyed Lucia and two junior girls, one with blond hair and blue eyes, the other one with blond hair and changing color eyes (curiously, in my last Lucia Sarrazin short story from December 13th, 2008, Lucia’s eyes often change color).

Each one of them has a different occupation in life; one is working hard, the other is studying and the other one is busy finding the love of her life.

What about the 4th and the 5th?

I tried to reach the 4th, twice, but my attempt to have a contact with her failed in both cases. I believe she’s from France, too.

The last one I still have to reach. For the moment, I’ll keep waiting for better times.

The Queens of this and other worlds will gather one day.

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Are U sure U can manage that? – Sei sicuro che puoi controllarla?

Pubblicato da sofianestesia su Novembre 16, 2009

Questa mano è posseduta da uno spirito maligno, ma non è cattiva; non lo è mai stata, lo giuro. Si diverte a fare cose e io la lascio fare, anche perché sennò c’è modi che mi si aggrappi al collo e mi strangoli.

Lorenz De Bor, mio fido compare in quest’avventura, sta focalizzando di nuovo se stesso nell’azione pittorica di jacksoniana memoria (nel senso di Jackson Pollock, non di Michael Jackson; quello resta mio dominio) e forse riusciremo ad avere un’altra chance di riportare Faust Fud in scena nei primi mesi del 2010, ovvero tra poco, per la gioia di chi se l’è perso e di chi, non sazio, vuole goderselo di nuovo.

Per quanto riguarda me, sto continuando a correre e spero che il mio sorriso possa accompagnarvi nel migliore dei modi nei giorni a venire.

Is this love, that I’m feelin’?

This hand of mine is possessed by an evil spirit but she’s not evil at all. I mean the hand. She likes to have fun doing things and I let her do them, otherwise, I fear she’s gonna get a grip of my boney neck and have herself a good fun strangling me.

Lorenz De Bor, my fellow artist, has gone back to action painting, Jacksoning around (in the spirit of Jackson Pollock and not Michael Jackson; the later is rooted in me) and maybe we’ll have a chance to bring back Faust Fud on stage in the early months of 2010, which is in a short period of time, so the ones who missed it can enjoy it, and the ones who miss it too, can enjoy it one more time.

About me? Well, I’m still running and I hope my smile could carry on being a good companion to you for the days to come.

Is this love, that I’m feelin’?

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Che fai? Indossi un’uniforme?

Pubblicato da sofianestesia su Novembre 9, 2009

Via quella roba di dosso, toglitela subito!! Ora non siamo più uniformi a nessuno, non siamo più schiavi, basta lavorare!

Siamo liberi…

Prendi due bicchieri che io apro lo spumante.

Grazie a chi di voi partecipò attivamente e passivamente alla 4 Night Residency del FAUST FUD al Teatro Studio Frigia 5, il vero piccolo teatro di Milano, lo scorso week-end.

Possa il demone tenervi caldi e pieni di vita da qui all’eternità.

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Denise Brambillasca

Pubblicato da sofianestesia su Ottobre 22, 2009

Grazie di esistere.

Ci vediamo presto.

La vedrete presto.

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“Ti ucciderò se non ritorni”

Pubblicato da sofianestesia su Ottobre 21, 2009

Un’opera d’arte nasce spesso da una singola immagine, che poi si sviluppa dando origine al tutto e infine scompare, confusa o fagocitata dall’opera stessa, perché ormai quell’immagine ha svolto il suo compito.

Alcune nostre creazioni sono nate da immagini, altre da titoli. Ad esempio, “Pro-meteo” è nato prima dal titolo, poi Lorenz ha visto Antonio Rezza dal vivo e il resto è giunto di conseguenza.

TI UCCIDERO’ SE NON RITORNI è il titolo di una canzone (non italiana) che da tempo ci ronza in testa. Chissà…

Intanto, saremo in scena dal 5 all’8 novembre 2009 al Teatro Studio Frigia 5, in via Frigia 5 a Milano (MM1 Precotto) con lo spettacolo FAUST FUD.

Per info e prenotazioni: www.quintedicarta.it

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Michael Jackson e il manifesto del totalitarismo

Pubblicato da sofianestesia su Ottobre 19, 2009

Molto probabilmente, Michael Jackson e Tamara de Lempicka sarebbero stati ottimi amici. Sotto molti aspetti; la passione per la moda, per la vita sregolata, gli eccessi su più fronti, la loro grande influenza sulla cultura pop del tempo ma soprattutto, sarebbero stati legati da una forte glorificazione della propria immagine.

Alla base di tutto, come sappiamo, rimane sempre e comunque l’ambizione, da non intendersi con accezione negativa, sia chiaro.

Tamara Gorska veniva da una famiglia della Polonia dei primi del novecento e durante la Rivoluzione bolscevica, fu costretta ad occultare la sua grande passione per il lusso e l’immagine. Salvo poi riscattarsi con tanti mezzi, a partire dal proprio corpo fino ad arrivare al suo innato talento per la pittura. La persona di Tamara de Lempicka si sposa con un forte slancio della celebrazione del sé; i suoi dipinti, ritratti di gente nobile ma anche di prostitute incontrate per caso, sono vere e proprie deificazioni, gigantografie umane. Statue su tela. Mussolini avrebbe dovuto farsi ritrarre da Tamara de Lempicka e il gusto estetico fascista è evidente nel Ritratto della Duchessa de La Salle.

duchessa_bigtamara

Lo sguardo e la posa di una donna che ha l’autorità di un uomo. Tamara era simpatizzante fascista, ma della politica non gliene fregava niente. Eppure alcuni suoi quadri potrebbero essere utilizzati per propaganda politica. Non a caso persino Hitler era un estimatore dell’opera dell’icona Lempicka.

 

 

 

 

 

La stessa maestosità, non solo fine a se stessa a livello estetico ma funzionale a livello politico, si ritrova nell’opera di Vera Mukhina, riconosciuta rivale della Lempicka in quanto le sue sculture, oltre a possedere la stessa potenza e impatto visivo delle opere di Tamara, sono create col chiaro intento di emancipare la classe operaia e sono un vero e proprio inno al totalitarismo di sinistra.

Anche il più incallito destroide non può rimanere impassibile al dinamismo dei due operai ritratti come eroi in Worker and Kolkhoz Woman

Worker and Kolhkoz Woman

Worker and Kolhkoz Woman

I due personaggi sprigionano un dinamismo che in Tamara è insito tutto nello sguardo e nella posa statica, quasi annoiata, della figura.

Sono due tipi di potenze diverse; da un lato, l’autoindulgenza di destra; dall’altro, la corsa alla lotta comunista.

In un ipotetico scontro a braccio di ferro fra Tamara de Lempicka e Vera Mukhina, sarebbe arduo far pronostici su chi potrebbe avere la meglio (non se contiamo la stazza della Mukhina, decisamente più robusta della Lempicka).

Sullo stile di entrambe, ma con molta meno apparente ostentazione, il manifesto totalitarista lo si trova anche in un’altra icona pop del Novecento, ovvero Michael Jackson.

Più affine a Tamara per quanto riguarda la celebrazione della propria immagine (non dipingendo, Michael Jackson tende ad esprimere tale celebrazione in maniera più varia, oltre alla musica), la marcia trionfale di Michael Jackson nel breve filmato famoso come History Teaser, risalente al 1995, è molto simile a quella di Hitler che dispiega le truppe del suo Terzo Reich. La sola differenza può essere il sorriso sulle labbra dell’indiscusso leader, il cui aspetto, nonostante gli stravolgimenti estetico/artificiali, risulta senz’altro più gradevole di quello del fueherer.

Corazzato in argento, medaglie, truppe al seguito e folla adorante, edifici che sembrano sfondi di quadri della Lempicka (o sculture della Mukhina). Michael Jackson, già da sei anni incoronato Re del Pop, cammina non tanto con la fierezza di un Duce, ma il suo status di trascinatore di masse è quanto mai lì, presente più che mai. Il suo incedere è più quello di un bambino che è finalmente riuscito a diventare padrone del parco gioche delle sue fantasie. Il filmato culmina con la deposizione della gigantesca statua con le sembianze del Re, monumento alla Storia, appunto, perché Jackson la storia l’ha fatta e come. Questo filmato testimonia come Michael non sia un cantante o un ballerino o musicista come può esserlo James Brown o Prince, ma un’icona della stessa grandezza e influenza di Ernesto Che Guevara, Madre Teresa o Giovanni Paolo II. Michael Jackson è una superstar.Michael Jackson marcia in testa al suo esercito nell'HIStory Teaser

 Megalomania? Certo. Autocelebrazione? Come no, è di questo che stiamo parlando. E anche di totalitarismo, nella sua accezione di autocelebrazione (Lempicka, Jackson), nella propaganda politica (Mukhina) e nella sua forma più innocente e kitsch (Jackson).

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Fottuti. Letteralmente.

Pubblicato da sofianestesia su Ottobre 17, 2009

Cosa rimarrà di noi attori, se nessuno esce di casa per venire a teatro? Come vivremo noi attori, se nessuno paga il biglietto per vedere un nostro film? Come gireremo un film, se a noi registi emergenti non prestano manco cento euro?

Ma sarà vita, questa? C’è di peggio, certo, ma se continuate a dirlo, non risolverete mai niente.

Fottuti.

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