Perché qui non finisce e qui non inizia ma semplicemente continua. Perché non ho mai creduto alle profezie e ho fatto tante cose per dispetto e per scherzo, soprattutto perché chi volevo prendere in giro ero proprio io. Ho iniziato appunto quasi per scherzo, dal caos, perché dal caos stavo partendo e sono arrivato con furia fino a qui e ci sono stati giorni in cui ho voluto gettare la spugna e ho detto ‘chi me lo fa fare’ e ‘perché lo faccio’ e poi ho ho visto che mi divertiva e che c’era qualcuno a cui piaceva e che con me si stava divertendo.
Sono io. Ha agito Alessandro Tinchini, che è stato artista e uomo. L’artista è nato come l’uomo nel 1979 ma a differenza dell’uomo è morto nel 2009, mentre l’uomo vive ancora, trasfigurato e incarnato in una nuova vita. Perché gli artisti si sa sono più fragili ed è un attimo che si possano volatilizzare, anche se l’agonia si protrae a lungo. Fu così che Alessandro Tinchini artista, al quale ci si riferisce comunumente con Alessandro Tinchini 1979-2009 vive nella memoria dell’uomo, Alessandro Tinchini che attraverso le parole lo fa vivere nel piccolo caos dei giorni e si immagina quello che, se solo l’artista avesse potuto vivere oltre, quali vite avrebbe potuto egli vivere grazie alla sua piena autonomia di artista potente/autocosciente/vivo-pienamente-Vivo.
In una di esse vedo Alessandro Tinchini 1979-2009 prendere per mano la Luna e camminare con essa fianco a fianco per il resto della sua vita e con essa baloccarsi e creare, irradiato da strali d’argento che là dentro al suo cuore vibrano e immettono vita e ardore e assime infondono ispirazione costante per arte a oltranza, giacché la Luna è ispirazione costante, quant’anche ve n’è solo una lieve falce a illuminare la notte.
In una di esse vedo Alessandro Tinchini 1979-2009 solo, le sue mani libere lungo i fianchi percorrere una strada dorata e il suo esile corpo racchiuso in pizzo e fibbie. Gli occhi vivi e iniettati di voglia cercano e sono pronti a dare il comando e mai propensi alla sottomissione.
In un’altra di esse vedo Alessandro Tinchini 1979-2009 ancora solo, compassato e intellettuale, gli occhiali dalla gradazione oramai vecchia e da cambiare e con una collezione di cineprese nella sua camera da letto, sorpassata da quella dei suoi film che tiene in salotto. Ha avuto una carriere sfolgorante nel cinema e tutti si ricordano di lui.
In un’altra di esse vedo Alessandro Tinchini 1979-2009 ancora solo, stanco e dall’espressione meno sveglia dell’ultima che abbiamo visto ma comunque parecchio vissuta. Non porta occhiali e vive in un monolocale buio e cadente. Lavora in una fabbrica di profili per finestre e una volta a settimana si porta a casa un’amica rimorchiata in un bar e la “battezza a dovere”, secondo le sue parole.
Chiudo il pugno attorno al prisma e con esso chiudo gli occhi, stanco. Stanco di vedere vite che “avrebbero potuto”, invece di vedere l’unica vita che “è”. Il tempo condizionale è il tempo del rimpianto e il rimpianto è quanto di peggio può accadere all’uomo medio contemporaneo.
Riapro gli occhi e vedo Alessandro Tinchini. Un uomo sposato in procinto di partire per un mondo nuovo. Un uomo che star per riprendere in mano la propria vita e che non sa nulla del proprio futuro, se non forse che potrebbe amare ma anche odiare ciò che sta per succedergli.
Alessandro Tinchini 1979-2009 è stato una vera potenza ed è un peccato che mia moglie non l’abbia conosciuto.
Lei si è beccata, devo purtroppo dirlo e anche lei mi rimprovera sempre per questo, Alessandro Tinchini nel peggio della forma sua. Ora è compito di Alessandro Tinchini risollevarsi e riprendere una forma nuova adatta ad un mondo migliore. Quello che ci aspetta. Non possiamo dire che stiamo raggiungendo assieme la fine dell’arcobaleno, perché queste sono fiabe molto belle da raccontare, ma senz’altro potremo dire di averci provato.
Fino ad allora, cammineremo nel nostro mondo senza fine.